8) La Mothe le Vayer. Contro l'innatismo dell'idea di Dio.
Utilizzando continuamente esempi tratti dai classici (cita con
disinvoltura in latino ed in greco), il filosofo francese
confronta le posizioni dei credenti con quelle degli atei. La sua
conclusione  contraria all'innatismo per quanto riguarda l'idea
di Dio e gli argomenti a sostegno della sua tesi sono molto simili
a quelli che user Locke nel primo libro del suo Saggio
sull'intelletto umano. Giovanni Leone fu un famoso esploratore
arabo del Cinquecento. Samuele Champlain fu un esploratore del
Canada. Jos de Acosta, gesuita spagnolo, fu autore di una Storia
dell'India.
F. la Mothe le Vayer, Deux dialogues faits  l'imitation des
anciens.

Nella ricerca d'una divinit [...] il mio intelletto si trov
diviso fra due opinioni: la prima  quella di coloro che credono
che l'uomo sia portato al riconoscimento di un Dio da princpi
fisici innati, non senza qualche sospetto che neanche il resto
degli animali ne sia totalmente privo; l'altra di coloro che lo
negano assolutamente. [...].
Gli altri irridono, quell'induzione fondata su una pretesa
conoscenza dell'opinione di tutte le nazioni, che non possediamo
affatto. [...].
Giovanni Leone, descrivendo il regno di Borno in Africa, che  s
prossimo allo stato di natura che le donne e i fanciulli sono
tenuti in comune, aggiunge che non vi  alcuna legge, n ombra di
religione. Acosta ci mostra gli indiani occidentali sprovvisti
finanche del nome appellativo di Dio, s che quelli di Messico e
di Cuzco, sebbene gi dotati di una specie di religione, furono
costretti a servirsi della parola spagnola dios, quando lo si fece
loro bene o male intendere, non avendo nella loro lingua alcun
vocabolo che gli corrispondesse. Champlain ci assicura che gli
abitanti della Nuova Francia non adoravano alcuna divinit, lo
stesso dicono tutti quelli che hanno scritto del Brasile, e le
Lettere gesuitiche sugli avvenimenti d'oriente, datate dell'anno
1626, testimoniano che ci sono ancor oggi dei popoli sul Gange, i
quali non riconoscono alcuno spirito superiore. Ora, se la
conoscenza di Dio dipendesse dal lume naturale, nessuno ne sarebbe
privo, e sembra che ne dovremmo essere tutti quanti esperti. Non
si pu dunque sostenere che essa sia nata con noi e che la
possediamo per natura.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1968, volume
dodicesimo, pagine 812-813.
